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    La Prima Volta

    La costruzione della propria sessualità è un processo che si basa su di un equilibrio tra diversi fattori e che trova le sue radici sin nei momenti immediatamente successivi alla nascita. 

    Forse non tutti sanno che ancor prima che si arrivi alla sessualità agìta è necessario che si stabiliscano quelle che vengono definite “preferenze sessuali”, cioè è necessario provare attivazione sessuale per un determinato stimolo che, proprio per questo, viene chiamato “erotico”. È proprio ciò che ciascuno di noi considera stimolo erotico che spinge a provare attrazione per persone del nostro stesso sesso, del sesso opposto, oppure per entrambi. Le preferenze sessuali si stabiliscono ancor prima della pubertà, ma è durante questa che si inizia ad agirle. L’adolescenza è, quindi, il periodo cruciale, l’epoca in cui vengono messe in atto le diverse tecniche che permettono di acquisire informazioni su ciò che è maggiormente eccitante per sé e per il partner.

    In questo contesto, la prima esperienza sessuale viene ad assumere una connotazione quasi magica, un evento per il quale ci si prepara fisicamente ed emotivamente. Si sceglie dove farlo, cosa indossare, si pensa al trucco, parrucco, ceretta, barba e via dicendo e si immagina cosa succederà e come sarà, con tutte le migliori aspettative del momento. E proprio leggendo queste righe, quanti di noi non stanno provando emozioni, piacevoli o meno ripensando a quel momento? E quanti tra coloro che non lo hanno ancora fatto pensano a come potrà essere la loro prima volta?

    A questo punto, però, un’osservazione è d’obbligo, ossia la constatazione che, per motivi biologici, sociali, psicologici, culturali, ecc. l’età media del primo rapporto si è abbassata notevolmente rispetto a poche decine di anni fa in cui si aggirava attorno ai 18-20 anni, con punte di 13 anni in alcuni paesi. Oggi, in Italia il primo rapporto si ha attorno all’età di 15-16 anni con una maggiore precocità maschile, il che fa supporre che non sempre si tratta di una decisione ben ponderata, anche se non esiste un’età giusta o sbagliata per farlo, con tutte le conseguenze che ne possono derivare.

    Ragazzi non prendiamoci in giro! La sessualità è un mondo complesso e avere rapporti per la prima volta significa essere consapevoli di ciò che essa comporta in tutte le sue sfaccettature, consapevolezza troppo spesso assente.

    Quanti  alla loro prima esperienza non si sono sentiti insicuri, imbarazzati, con la sensazione di non saper bene cosa fare, né come iniziare o con la paura di “fare cilecca”? Quanti non si sono mai chiesti: le piacerò? Sarò all’altezza delle sue aspettative? E se poi non va come dovrebbe? Proverò dolore?

    Tranquilli! Si tratta di dubbi perfettamente normali e che, anzi, danno l’idea del fatto che si sta pensando al “grande evento” con la giusta attenzione.

    La prima volta è tutto misterioso, i gusti del partner non si conoscono e magari non si dice apertamente cosa piace e cosa no per non fare la figura dell’imbranato. Non c’è, però, da preoccuparsi! La sessualità è un insieme di comportamenti e conoscenze che si acquisiscono con l’esperienza e con la pratica. La cosa fondamentale a cui si deve pensare è che nessuno ci giudicherà per quello che facciamo o per come lo facciamo. Tutto ciò che conta è il desiderio verso il partner, il sentimento che ci lega, la voglia di condividere un’esperienza unica. Non è una gara a chi lo fa meglio, non è una prova di maturità, non si è più gajardi e tosti se lo si fa prima degli amici, né si è più interessanti agli occhi degli altri. Fare l’amore è un atto in cui i partners vogliono solo procurarsi reciproco piacere, senza ricatti né rivalse, ma in cui il rispetto, la complicità e l’attenzione diventano le regole base. Tutto il resto (dubbi, perplessità, ansie, ecc.) fa più semplicemente parte di questo gioco che non prevede un vinto e un vincitore, ma due metà che vincono solo l’una insieme all’altra. Essere consapevoli di quanto è importante ciò che si sta per fare è la chiave del gioco stesso e se l’altro ci giudica, ci critica, minaccia di lasciarci se non ci concediamo a lui, allora non vale la pena di giocare! Solo alla luce di ciò si potrà vivere questo momento come se fosse realmente magico, senza pentimenti né sensi di colpa, ma solo con quel batticuore che esso merita. Per il resto basta lasciar fare alla fantasia…

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